Il teatrino Kamishibai e l’Ottobre giapponese
di Monica Piancastelli
Nell’ambito del XXI edizione dell’Ottobre giapponese, svoltosi nella Provincia di Ravenna per iniziativa dell’Associazione Scambi Culturali Italia Giappone, il giorno 16 ottobre 2024, presso la biblioteca per ragazzi e ragazze Casa Vignuzzi, si sono tenute attività rivolte a bambini e bambine dai 4 ai 10 anni, a cura di Monica Piancastelli, socia LUnGi e socia ASCIG.

L’evento ha anche visto la partecipazione di Hiromi Yamada e di alcuni rappresentanti della Provincia di Ibaraki, isola Honshu, gemellata con la Regione Emilia Romagna. Durante l’evento sono state svolte le seguenti attività: alcune letture con il teatrino in valigia o kamishibai, l’animazione con giocattoli giapponesi e la realizzazione di alcuni origami.
Tipi di giocattoli
Tra i giocattoli presentati si evidenzia:
- koma ovvero vari tipi di trottole,
- Daruma Otoshi un giocattolo in legno costituito da anelli inseriti su asse verticale sul quale provare la propria abilità,
- kendama conosciuto in Europa con il nome di bilboquet, o canestrino in Italia.

Storia del Kamishibai
Kamishibai è una parola giapponese, significa teatro di carta e le sue radici affondano forse in ambito buddhista.
Fino agli anni cinquanta del novecento alcuni racconta storie si spostavano in bicicletta con il loro teatrino di legno e le storie su tavole di carta, per narrarle ad adulti e bambini, arrivando anche nei luoghi più sperduti del Giappone.
L’avvento della televisione portò poi alla decadenza progressiva del kamishibai.
Questa tradizione, è oggi tornata in auge nel Paese del Sol Levante, e si è diffusa poi anche in Europa, sia come strumento di intrattenimento sia come dispositivo ludo-didattico.







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